
Camminavamo senza meta tra lagune, le scarpe tra le mani A piedi scalzi solo per sentire il fiume, tu a volte sussurravi Quei ricordi su una fune fluttuavano «Vai pure, io ti raggiungo!» te lo dissi Col sorriso in faccia di chi ha gli occhi tristi «Ti ricordi quando è stata l’ultima volta che ci siamo visti?» Chiesi con la vista annebbiata, strani magnetismi Poi cambiammo strada. In fondo alla vallata, in cerca di qualche tana Passavamo dagli abissi a qualche valle colorata Con la consapevolezza che ora qua tutto è concesso Che la realtà è diversa ma io è qua che vivo adesso E poi ad un tratto tutto questo svanì in preda al primo vento Quindi tornammo in mezzo a un prato a scherzare come sempre A parlar del più e del meno come se nulla fosse stato Lo so che è complicato ma tu eri ancora lì presente, ciao Ad occhi chiusi stanotte, non sono sveglio, non sto dormendo Ma le cose che vedo sembra di viverle e c'è la luna nella stanza Se non rispondo sto dormendo, se questo non è un sogno, dimmi allora cos'è! Mi addormentai col cuore in gola, descrivo un pò a memoria Mi dissi incredulo «Ad Maiora», alla grande a letto alla buon’ora Già fisso in fase Rem, pupille anarchiche all’insù, bussole andate Puntano sud, senza di me, senza come o perché! Buh! Avevo di mio già il panico e ansia in tutta la stanza Gridavo nel buio ma a salve a fare lo spelling di asma! Una sagoma inizia la danza sulla mia pancia Piena paralisi e come in analisi avevo la faccia imbalsamata a fantasma Dicono cose, danno rimedi, parlano in prose, nessuno che ammette Nessuno che espone i problemi veri fra le persone Mi ci rifletto oggi, lucido come quei sogni, quando cosciente di tutto Non muovevo né mani né piedi tranne i miei occhi Vivido inferno, penso all’eccesso, a tutte le volte che provo disprezzo A tutti i doveri che sono cemento sopra il mio petto Dicono «vita di merda!», merda ci siamo e quella calpesto Metto ammetto undici sveglie presto, almeno non mi addormento, meglio Luce viola, a terra petali, ci sei poi scappi… Io che faccio fatica a sentirmi vivo Una parola, aspetta ancora non è tardi… Che se ti tengo stretta forse puoi curarmi o no? Sta cosa la bevo da solo così mi rapisci Compari e sparisci ridi di me io lo so che mi fissi Poi subito torni come la luce riflessa dai prismi Non posso nemmeno guardarti come se avessi deciso di amare un’eclissi E quindi che faccio? Mi sgolo così mi senti? Ma tanto non senti Abbiamo già fatto mille esperimenti, e quando ti penso vorrei che sparissi Preda dei venti o sotto i miei denti -Signori giurati siate clementi!- Ti cerco e non ti vedo, ti vedo se non ti cerco Se ti vedo di cerchio così non ti perdo più! E se ti perdo è solo perché penso che la vita è un sogno E quando mi sveglio berrò il caffè che hai fatto tu… Ad occhi chiusi stanotte, non sono sveglio, non sto dormendo Ma le cose che vedo sembra di viverle. E c'è la luna nella stanza Se non rispondo sto dormendo, se questo non è un sogno, dimmi allora cos'è!
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