
Giorno dopo giorno Una rima dopo l’altra Giorno dopo giorno Una rima dopo l’altra Giorno dopo giorno Una rima dopo l’altra Giorno dopo giorno Una rima dopo l’altra Giorno dopo giorno Una rima dopo l’altra Una rima dopo l’altra e il giorno si consuma Giorno dopo giorno ma la vita è sempre una Una è la mente con cui pensare Ma mille sono i desideri da soddisfare Uno è il posto da cui veniamo Uno è il posto dove tutti andiamo Mille sono i luoghi che noi profaniamo Ma mille sono i luoghi che ignoriamo Mille sono i volti che incrociamo ogni giorno Senza neanche guardare che espressione hanno Una è la faccia che vedi allo specchio ogni giorno Ma non ti rendi conto, vivi con l’hip hop attorno Eppure sei parte di una molteplicità Che per i comuni mortali si chiama realtà Sbattuta in faccia ogni giorno per necessità Soffrendo mille pene per la propria dignità Giorno dopo giorno Una rima dopo l’altra Giorno dopo giorno Una rima dopo l’altra Giorno dopo giorno Una rima dopo l’altra Giorno dopo giorno Una rima dopo l’altra Giorno dopo giorno Una rima dopo l’altra Mille sono le domande senza una risposta Mille sono le risposte all’unica domanda giusta Della gente che non chiede altro Se non di vivere decentemente Mille sono le facce nascoste nell’unica realtà Ingoiata, digerita e vomitata Da chi non se la sente giustamente Di andare sempre contro la corrente furente ma impotente Allora, il niente o tutto, tutto o il niente Distrattamente o consapevolmente Per tutti nel proprio flusso di coscienza Discutendo con se stessi della propria esistenza Convinti del fatto che un amico è necessario Costretti dalla vita ad odiare lo straniero Pensando che il molteplice sia fonte di ogni male Il vero pensiero si perde e sfugge Giorno dopo giorno Una rima dopo l’altra Giorno dopo giorno Una rima dopo l’altra Giorno dopo giorno Una rima dopo l’altra Giorno dopo giorno Una rima dopo l’altra Giorno dopo giorno Una rima dopo l’altra Mi specchio nella vita e scelgo da che parte stare Indipendentemente da quel che valgo e da quel che sono Ma alzo la mia voce, tuono Perchè quello che ho da dire non può essere taciuto Né nascosto nei punti di vista di chi cerca sempre la scusa giusta Ad ogni male per chi non ha mai subito e preferisce scappare Perciò sarò la voce del bambino che sei, viziato Sarò la rabbia del negro che hai bruciato Sarò la disperazione del malato emarginato Sarò lo sdegno dell’ebreo che hai insultato Sarò le lacrime dell’operaio licenziato Sarò il sangue della donna che hai violentato Sarò le parole dell’uomo che non hai mai ascoltato Sarò il nemico che tu hai voluto Giorno dopo giorno Una rima dopo l’altra Sarò il nemico che tu hai voluto
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